Mentre al sud Difficilmente nei paesi del nord Italia troverete qualcosa di simile. Le processioni religiose sono tradizioni che vanno avanti da decenni e si ripropongono senza mai stufare ogni anno. A Gallipoli, nel periodo quaresimale, ve ne sono ben quattro che ben dimostrano la fede degli abitanti della “Città Bella”.
Si comincia il venerdì prima della Domenica delle Palme con il “Venerdì dell’Addolorata”. A mezzogiorno il simulacro della Madonna, preceduto dall’araldo ed un triste suono di tromba, viene accompagnato tra le vie della città in cerca del figlio perseguitato. Ad accompagnare la statua vi sono dei volontari che indossano sacco, mozzetta e cappuccio neri, così come gli abiti del simulacro. La processione prosegue fino a sera lungo le strade della città e il momento più bello è quando ci si ferma lungo i bastioni che affacciano sul porto, dove la Vergine viene rivolta con il volto verso il mare e il sacerdote che lo benedice.
La Settimana Santa, invece, viene celebrata a cominciare dal giovedì. Dopo le celebrazioni, le Specie Eucaristiche vengono esposte per l’adorazione dei fedeli. All’ora del tramonto, un lento squillo di tromba annuncia gli “incappucciati” che a passo lento si avviano ad adorare presso la propria chiesa il mistero eucaristico. Gli incappucciati fanno parte delle confraternite e ognuno ha la propria parrocchia e la propria divisa, ma tutti sono accomunati dalla reliquia medievale del cappuccio in testa.
Il Venerdì Santo, grazie alle confraternite, si hanno ben cinque statue raffiguranti Cristo in vari momenti della sua Passione: l’agonia dello Getsemani, la Flagellazione, l’Ecce Homo, Cristo con la Croce, la Crocifissione. In questo modo, si rivive ogni anno la Passione di Cristo. La processione dura fino a mezzanotte quando, una volta rientrati in parrocchia, il sacerdote benedice il legno della croce.
L’ultima manifestazione religiosa per il periodo Pasquale è quella del sabato Santo con la processione della Desolata. Si comincia già poco prima dell’alba, con i simulacri della Madonna e del Cristo morto che vengono accompagnati dalla Confraternita di Santa Maria delle Purità attraverso le strade della città. Gallipoli, il giorno del sabato Santo, si risveglia con un flebile e malinconico squillo di tromba e del suono rullante dei tamburi.
La statua del Cristo Morto, anch’essa portata a spalla dai devoti, è chiusa dentro un’urna di vetro coperta in oro zecchino, mentre la statua della Madonna Desolata è rappresentata con la Vergine sotto la Croce. La processione si conclude con il rientro sulla Spianata delle Purità e con la benedizione del sacerdote.
Senza dubbio, quattro manifestazioni religiose che riportano i cittadini di Gallipoli a rievocare tradizioni di indubbia bellezza e che, spesso, commuovono ancora loro stessi e chi si accinge ad ammirare questi riti per la prima volta.