Gallipoli si estende e divide in due territori: la città nuova e quella vecchia. Quella nuova è senza dubbio il segno più evidente dell’urbanizzazione ancora in atto da queste parti e allo stesso tempo rappresenta la volontà della gente del posto di far rimanere intatta la Gallipoli storica. Un attaccamento alle tradizioni che vedremo si riflette anche nelle manifestazioni religiose.
Ma parliamo della città vecchia, quella che i colonizzatori greci che provenivano dalla Sicilia vollero chiamare “Kale Polis”, ossia la città bella. Sulle origini della fondazione della città vi sono più teorie: c’è chi sostiene sia stata fondata proprio dai greci, altri sostengono siano stati gli etruschi. Altri ancora, attribuiscono la nascita di Gallipoli a Idomeneo, il Re di Creta.
Nel 265 a.C. La città fu conquistata dall’esercito e diventò territorio Romano. Con le loro competenze, i Romani migliorarono i sistemi di comunicazione della città ed avviarono le prime attività portuali. Ben presto, Gallipoli si trasformò in un centro militare e in seguito in municipio romano con il nome latino di Anxa.
Intorno al 450 venne conquistata dai Barbari, che saccheggiarono la città e fecero vivere momenti terribili alla città. Cinquanta anni più tardi, i bizantini dominarono sulla città, così come nella gran parte del territorio salentino, mentre successivamente andò nelle mani dell’impero d’oriente.
A liberare la città dai greci ci pensarono i Normanni, che diedero pace fino a quando il re Carlo I d’Angiò non assediò la città, che distrusse praticamente tutto.
Gallipoli, a quel punto, era più una città fantasma. Su volere della regina Giovanna I nel tredicesimo secolo si ricostruì la città, prima di divenire roccaforte degli spagnoli. In questo periodo, ci fu un incremento delle attività portuali e di quelle artigiane, oltre ad importanti scambi commerciali che fecero ben presto crescere la città. L’espansione continuò anche con l’entrata di Gallipoli a far parte del Regno di Napoli e, ad opera di Federico I di Borbone, si iniziarono delle migliorie, tra le quali la costruzione del porto. Il ponte che ancora oggi collega Gallipoli alla terra ferma è stato realizzato, invece, dai veneziani tra il 1601 e il 1608.
Da questo riassunto storico è facilmente concepibile che il centro storico della città che sorge su un’isola calcarea è ricco di affreschi e costruzioni antichissime. Le alte mura di protezione realizzate intorno al 1500 per difendere la città dagli attacchi via mare, sono poi state successivamente ridimensionate per dare modo ai turisti di poter ammirare lo splendido scenario che questo posto regala alla vista dei visitatori.
